La UNI TS 11820 definisce una metodologia per misurare il livello di circolarità delle organizzazioni. Ma quali indicatori utilizza? Come si applica alle aziende? E quale rapporto ha con la UNI/TR 11821:2023, dedicata alle buone pratiche di economia circolare?
L’economia circolare richiede risposte basate sui dati. Ridurre gli scarti, recuperare materiali o prolungare la vita dei prodotti sono attività importanti, ma per valutarne gli effetti occorre una metodologia che permetta di analizzare i risultati.
In questo contesto si inseriscono la UNI/TS 11820:2024 e la UNI/TR 11821:2023, due documenti tecnici italiani che affrontano aspetti complementari dell’economia circolare.
La prima definisce una metodologia per misurare il livello di circolarità delle organizzazioni. La seconda raccoglie e analizza buone pratiche che possono offrire riferimenti utili alle imprese.
In questo articolo vedremo cosa prevedono la UNI/TS 11820 e la UNI/TR 11821, quali differenze esistono tra i due documenti, come si collocano nel quadro degli standard per l’economia circolare e quali informazioni possono ricavarne le aziende.
Economia circolare: perché servono standard e criteri condivisi
L’economia circolare punta a mantenere il valore di prodotti, materiali e risorse il più a lungo possibile, riducendo la produzione di rifiuti e il consumo di materie prime vergini.
Per un’impresa manifatturiera, questo può significare utilizzare materiali riciclati, recuperare gli scarti di lavorazione, progettare componenti riparabili oppure modificare i processi per ridurre le perdite di risorse.
Tuttavia, adottare singole iniziative non permette automaticamente di conoscere il livello di circolarità dell’intera organizzazione.
Un’azienda potrebbe recuperare gran parte dei propri rifiuti, ma continuare a utilizzare elevate quantità di materie prime vergini. Oppure potrebbe progettare prodotti durevoli senza disporre di informazioni sufficienti sul loro destino al termine dell’utilizzo.
Gli standard per l’economia circolare aiutano a superare questa lettura frammentata, attraverso definizioni, metodologie e criteri condivisi.
La misurazione permette di individuare le aree in cui le risorse vengono utilizzate in modo più efficiente e quelle nelle quali è possibile intervenire.
UNI/TS 11820: cos’è e a cosa serve
La UNI/TS 11820 è una specifica tecnica italiana dedicata alla misurazione della circolarità delle organizzazioni.
Il documento definisce una metodologia basata su indicatori che consentono di valutare diversi aspetti legati all’utilizzo delle risorse, ai processi e alle attività aziendali.
La UNI/TS 11820 non si limita quindi a considerare la percentuale di rifiuti avviati al riciclo, ma propone una valutazione più ampia, che coinvolge differenti dimensioni dell’organizzazione.
L’obiettivo è misurare il livello di circolarità attraverso un metodo strutturato, individuare le aree di miglioramento e monitorare i risultati nel tempo.
Cosa prevede la UNI/TS 11820:2024
La UNI/TS 11820:2024, pubblicata il 14 novembre 2024 in sostituzione dell’edizione 2022, definisce un metodo di misurazione della circolarità applicabile alle organizzazioni e ai gruppi di organizzazioni.
La metodologia prevede l’utilizzo di indicatori e la determinazione di un livello di circolarità, espresso attraverso un punteggio finale.
Tra gli ambiti considerati nella valutazione rientrano:
- Risorse materiali: quantità, provenienza e caratteristiche dei materiali utilizzati nei processi aziendali.
- Risorse energetiche e idriche: gestione dei consumi e utilizzo delle risorse.
- Rifiuti e sottoprodotti: flussi in uscita e possibilità di recupero e valorizzazione.
- Prodotti e servizi: caratteristiche che possono favorire durata, riutilizzo, riparazione e recupero.
- Gestione aziendale: processi e attività che contribuiscono all’adozione di modelli circolari.
L’applicazione richiede di definire il perimetro della valutazione, individuare gli indicatori pertinenti e raccogliere i dati necessari.
Il risultato permette di rappresentare il livello di circolarità dell’organizzazione secondo la metodologia prevista dalla specifica tecnica.
Il punteggio non equivale a una percentuale di materiali riciclati: deriva dall’applicazione di un insieme di indicatori e dalle regole di calcolo previste dal documento.
La UNI/TS 11820 è obbligatoria?
La UNI/TS 11820 non è obbligatoria per tutte le aziende.
Si tratta di una specifica tecnica volontaria, che le organizzazioni possono adottare per misurare il proprio livello di circolarità.
Occorre distinguere gli standard tecnici dalle disposizioni legislative.
Le direttive e i regolamenti europei sull’economia circolare possono introdurre obblighi relativi alla gestione dei rifiuti, alla progettazione dei prodotti, alle informazioni ambientali e ad altri aspetti specifici.
Questo non significa, però, che ogni impresa debba applicare automaticamente la UNI/TS 11820.
L’adozione della metodologia può essere utile anche per rispondere alle richieste informative della filiera, raccogliere dati per la rendicontazione di sostenibilità e definire obiettivi di miglioramento.
UNI/TR 11821: cos’è e cosa contiene
La UNI/TR 11821:2023 è un rapporto tecnico dedicato alla raccolta e all’analisi di buone pratiche di economia circolare.
A differenza della UNI/TS 11820, non definisce una metodologia per attribuire un punteggio di circolarità alle organizzazioni.
Il documento presenta esperienze e modelli applicati da organizzazioni italiane, con l’obiettivo di offrire esempi utili per comprendere come i principi dell’economia circolare possano tradursi in attività e processi aziendali.
Il rapporto raccoglie 41 buone pratiche, relative a differenti ambiti e modelli di circolarità.
Tra le soluzioni analizzate rientrano, per esempio, l’estensione della vita utile dei prodotti, i modelli di prodotto come servizio e l’utilizzo dei sottoprodotti.
Per le aziende, il valore del documento consiste nella possibilità di esaminare esperienze già sviluppate e valutare quali approcci possano essere pertinenti alla propria attività.
Differenza tra UNI/TS 11820 e UNI/TR 11821
I due documenti affrontano esigenze differenti.
| Documento | Obiettivo | Utilità per l’azienda |
|---|---|---|
| UNI/TS 11820:2024 | Definire una metodologia per misurare la circolarità delle organizzazioni. | Valutare il livello di circolarità attraverso indicatori e individuare aree di miglioramento. |
| UNI/TR 11821:2023 | Raccogliere e analizzare buone pratiche di economia circolare. | Conoscere esperienze e modelli applicativi da cui ricavare spunti per la propria attività. |
La distinzione è quindi chiara: la UNI/TS 11820 serve a misurare, mentre la UNI/TR 11821 aiuta a conoscere esperienze e soluzioni di economia circolare.
Non si tratta di due metodologie alternative di calcolo. Possono invece essere utilizzate per esigenze complementari.
Quale standard deve considerare un’azienda?
La scelta dipende dall’obiettivo dell’organizzazione e dalle informazioni che intende ottenere.
Se l’esigenza è misurare il livello di circolarità aziendale, la UNI/TS 11820:2024 è il riferimento specifico tra i due documenti. La metodologia si applica a livello micro, per esempio a una singola organizzazione, e a livello meso, come nel caso di gruppi di organizzazioni o filiere.
Il sistema di misurazione restituisce un punteggio finale, ma non stabilisce un livello minimo universale che un’azienda debba raggiungere per essere considerata circolare.
Se invece l’impresa vuole conoscere esperienze di economia circolare già sviluppate, può consultare la UNI/TR 11821:2023. Il rapporto analizza buone pratiche, i relativi risultati e le possibilità di applicazione in altri contesti.
Per approfondire i contenuti dei due documenti, è possibile consultare le schede ufficiali UNI:
- UNI/TS 11820:2024, misurazione della circolarità
- UNI/TR 11821:2023, raccolta e analisi di buone pratiche
UNI/TS 11820 e ISO 59020: quale differenza?
Nel quadro degli standard per l’economia circolare rientra anche la ISO 59020:2024, dedicata alla misurazione e alla valutazione delle prestazioni di circolarità.
La UNI/TS 11820:2024 costituisce un riferimento tecnico nazionale, mentre la ISO 59020:2024 propone un quadro metodologico internazionale.
I due documenti affrontano lo stesso ambito generale, ma non devono essere considerati automaticamente intercambiabili: per applicarli correttamente occorre esaminare indicatori, perimetri e regole di valutazione previsti da ciascuno.
Anche UNI affronta il confronto tra i due standard nei propri percorsi formativi dedicati alla misurazione della circolarità.
Dalla misurazione al miglioramento della circolarità
Conoscere il livello di circolarità è utile soprattutto quando il risultato diventa il punto di partenza per modificare i processi aziendali.
Una valutazione può evidenziare, per esempio, che uno stabilimento utilizza una quantità elevata di materie prime vergini, produce scarti difficili da recuperare oppure dispone di poche informazioni sulla provenienza dei materiali acquistati.
A partire da questi dati, l’azienda può individuare interventi specifici: sostituire parte delle materie prime, recuperare materiali di lavorazione, modificare gli imballaggi o progettare prodotti più facili da riparare.
La misurazione successiva permette di verificare se gli interventi hanno modificato il livello di circolarità rispetto alla situazione iniziale.
Per approfondire come misurare la circolarità attraverso dati e indicatori, leggi anche l’articolo “Come si calcola l’indice di circolarità: guida pratica”.
Come applicare la UNI/TS 11820 in azienda
Un percorso di valutazione può essere organizzato in cinque fasi:
- Definire il perimetro: individuare l’organizzazione o il gruppo di organizzazioni oggetto dell’analisi.
- Raccogliere i dati: ricostruire i flussi di materiali, risorse e prodotti necessari alla valutazione.
- Applicare gli indicatori: utilizzare le regole della UNI/TS 11820 per misurare il livello di circolarità.
- Analizzare i risultati: individuare le aree nelle quali il punteggio evidenzia possibilità di miglioramento.
- Monitorare i progressi: ripetere la valutazione nel tempo per verificare gli effetti degli interventi.
Per esempio, un’impresa che realizza componenti metallici può analizzare le quantità di materiale acquistato, gli scarti generati dalle lavorazioni e le quote recuperate.
Se l’analisi evidenzia una forte dipendenza da materie prime vergini, l’azienda può valutare forniture con contenuto riciclato oppure modifiche ai processi che riducano gli scarti di taglio.
La UNI/TS 11820 consente di inserire queste informazioni in una valutazione più ampia, anziché considerarle come iniziative isolate.
Il supporto di Tecno Group per la circolarità aziendale
Misurare la circolarità richiede dati affidabili e una lettura dei processi che coinvolga acquisti, produzione, gestione dei materiali e attività ambientali.
Attraverso i servizi dedicati alla Circular Economy, Tecno Group affianca le imprese nell’analisi della circolarità e nell’individuazione delle opportunità di miglioramento.
La valutazione può rappresentare il punto di partenza per definire interventi sulle risorse utilizzate, sui processi produttivi e sulla gestione degli scarti, con obiettivi misurabili nel tempo.
In sintesi
La UNI/TS 11820:2024 e la UNI/TR 11821:2023 rappresentano due riferimenti distinti per le aziende che vogliono affrontare il tema dell’economia circolare.
La prima definisce un metodo per misurare la circolarità attraverso indicatori e un punteggio finale. La seconda raccoglie buone pratiche che mostrano come i principi dell’economia circolare possano trovare applicazione nelle organizzazioni.
Per le imprese, il passaggio più importante è collegare la misurazione alle scelte operative: dall’acquisto delle materie prime alla progettazione dei prodotti, fino al recupero degli scarti.
Conoscere il livello di circolarità permette di individuare dove intervenire e verificare nel tempo gli effetti delle modifiche introdotte.