Ogni anno le aziende entrano in una fase decisiva: si pianificano investimenti, si definiscono le priorità e si costruiscono le linee guida che orienteranno le scelte dei mesi successivi.
È anche il momento giusto per decidere quale spazio dare alla sostenibilità. Programmare le attività ESG, assegnare risorse e definire una visione chiara permette di trasformare iniziative isolate in un percorso integrato, capace di guidare le decisioni aziendali e preparare l’impresa alle sfide future.
Per questo, il momento in cui si pianificano investimenti e priorità aziendali è ideale per costruire un piano strategico di sostenibilità. Sebbene il piano strategico di sostenibilità non abbia una scadenza prestabilita, sempre più aziende scelgono di costruirlo in questa fase per dare una direzione agli obiettivi ESG, assegnare risorse e trasformare gli impegni in un percorso misurabile.
La sostenibilità non si pianifica a budget chiuso. Si costruisce quando si decide dove investire, quali progetti sviluppare e quale direzione dare all’azienda nei prossimi anni.
Cos’è un piano strategico di sostenibilità?
Un piano strategico di sostenibilità è una roadmap che guida l’integrazione degli obiettivi ESG all’interno del modello di business aziendale.
Rappresenta la visione dell’impresa sui temi ambientali, sociali e di governance e traduce questa visione in obiettivi, azioni, tempi di realizzazione e indicatori di monitoraggio. Il piano individua le priorità strategiche, assegna responsabilità alle diverse funzioni aziendali e definisce le risorse necessarie per raggiungere i risultati attesi.
Per le aziende, il piano di sostenibilità diventa quindi uno strumento di pianificazione che orienta le decisioni, favorisce il coordinamento tra le diverse aree dell’organizzazione e costruisce una direzione condivisa nel medio e lungo periodo.
Perché sempre più aziende adottano un piano di sostenibilità?
Le aziende adottano un piano di sostenibilità per trasformare iniziative sparse in una strategia coordinata e misurabile.
Molte organizzazioni hanno già avviato attività legate alla sostenibilità: monitorano i consumi energetici, lavorano sulla riduzione delle emissioni, sviluppano iniziative per le persone o definiscono politiche di governance.
Spesso, però, queste attività vengono svolte in maniera non strutturata ed episodica.
Il piano strategico permette invece di:
- comprendere il proprio posizionamento ESG;
- individuare le priorità di intervento;
- definire obiettivi di medio e lungo periodo;
- coordinare le diverse funzioni aziendali;
- monitorare i risultati attraverso KPI e indicatori.
La sostenibilità smette così di essere un insieme di progetti scollegati e diventa parte della strategia aziendale.
Perché questo è il momento ideale per iniziare?
Questo periodo coincide con la fase di costruzione del budget e della pianificazione aziendale.
È in questo periodo che si decidono gli investimenti e si stabiliscono le iniziative che guideranno l’anno successivo.
Inserire la sostenibilità in questa fase permette di:
- assegnare risorse dedicate ai progetti ESG;
- integrare gli obiettivi di sostenibilità nella pianificazione;
- individuare i progetti prioritari;
- costruire una roadmap pluriennale.
Attendere la chiusura del budget significa, spesso, rimandare il percorso o ridurne la portata.
Per questo motivo molte aziende scelgono di avviare la definizione del piano strategico proprio nella seconda parte dell’anno.
Quanto dura un percorso di definizione del piano?
La costruzione di un piano strategico di sostenibilità richiede generalmente circa sei mesi.
La durata può variare in funzione della complessità dell’organizzazione, del numero di funzioni coinvolte e del livello di approfondimento richiesto.
Alcune imprese preferiscono un supporto prevalentemente strategico, con un’attività di consulenza sviluppata insieme al management.
Altre scelgono un percorso più articolato, con workshop, attività di formazione, interviste e momenti di condivisione.
L’obiettivo, in ogni caso, resta lo stesso: costruire un piano realmente applicabile e integrato nel business.
Come si costruisce un piano strategico di sostenibilità?
Un piano strategico di sostenibilità nasce da un percorso di analisi, ascolto e pianificazione che permette all’azienda di trasformare gli obiettivi ESG in azioni concrete e misurabili.
Ogni organizzazione parte da una situazione diversa: c’è chi ha già avviato progetti di sostenibilità e chi, invece, è alla ricerca di una direzione da seguire. Per questo motivo il percorso viene costruito su misura e può prevedere attività differenti, in funzione delle caratteristiche dell’impresa e degli obiettivi che intende raggiungere.
Analizzare il contesto e comprendere il proprio settore di riferimento
La prima fase consiste nello studio del mercato in cui opera l’azienda. Comprendere il livello di maturità del settore, le tendenze ESG emergenti, l’evoluzione del quadro normativo e le aspettative degli stakeholder permette di individuare i temi che avranno un impatto crescente sul business nei prossimi anni.
Questa analisi aiuta le imprese a rispondere a domande fondamentali: quali sono le principali sfide ambientali e sociali del settore? Quali temi stanno diventando prioritari per clienti, investitori e filiere? Quali cambiamenti normativi potrebbero influenzare il mercato?
Confrontarsi con il mercato attraverso benchmark e analisi dei competitor
Guardare ciò che accade all’esterno dell’organizzazione è un passaggio essenziale per costruire una strategia credibile.
L’analisi dei competitor e delle aziende più avanzate sul piano della sostenibilità consente di individuare buone pratiche, certificazioni diffuse, modelli organizzativi e nuovi ambiti di sviluppo.
Il benchmark permette inoltre di comprendere il posizionamento dell’azienda rispetto al proprio settore e di identificare opportunità ancora inesplorate.
Ricostruire il punto di partenza attraverso l’analisi interna
Per definire una direzione futura è necessario avere una fotografia chiara della situazione attuale.
Assessment ESG, raccolta documentale e interviste con le funzioni aziendali consentono di mappare le iniziative già esistenti, comprendere il livello di presidio dei temi ESG e individuare punti di forza e aree di miglioramento.
Questa fase permette spesso alle aziende di scoprire attività e progetti già presenti all’interno dell’organizzazione, ma mai ricondotti a una strategia comune.
Coinvolgere le persone attraverso workshop e momenti di confronto
La sostenibilità coinvolge processi, persone e funzioni aziendali differenti.
Per questo molte imprese scelgono un percorso partecipato, che include workshop, sessioni di lavoro con il management e momenti di confronto tra le diverse aree aziendali.
Il coinvolgimento delle persone consente di definire priorità condivise, favorire il dialogo interno e costruire un piano che tenga conto delle esigenze e delle competenze presenti nell’organizzazione.
Tradurre la strategia in una roadmap operativa
L’ultima fase consiste nella costruzione del piano operativo di sostenibilità.
La roadmap definisce gli obiettivi da raggiungere, le azioni da implementare, le responsabilità interne, le tempistiche e gli indicatori di monitoraggio.
Il risultato è un percorso pluriennale che accompagna l’azienda nell’attuazione della propria strategia e permette di monitorare nel tempo i progressi compiuti, trasformando la sostenibilità in un processo di miglioramento continuo.
Cosa contiene un piano strategico di sostenibilità?
Un piano di sostenibilità contiene obiettivi, azioni e indicatori che guidano l’azienda nel medio e lungo periodo.
L’output finale è generalmente una roadmap pluriennale, spesso triennale, che definisce:
- i pilastri strategici;
- gli impegni dell’azienda;
- gli obiettivi da raggiungere;
- le azioni da implementare;
- i KPI di monitoraggio;
- le responsabilità interne.
La roadmap consente di seguire l’avanzamento delle attività e di trasformare la sostenibilità in un processo di miglioramento continuo.
Perché il piano strategico è un punto di partenza?
Il piano strategico di sostenibilità è il primo passo per integrare la sostenibilità nella crescita dell’impresa.
L’esperienza maturata al fianco di aziende appartenenti a settori diversi mostra che un percorso ESG strutturato aiuta le organizzazioni a costruire una visione condivisa, dare ordine alle iniziative già avviate e definire nuove priorità.
La sostenibilità, oggi, non riguarda soltanto la capacità di rendicontare dati e risultati.
Riguarda la capacità di prendere decisioni, pianificare il futuro e costruire un percorso di crescita che tenga insieme business, persone e ambiente.
In sintesi
- Il piano strategico di sostenibilità integra gli obiettivi ESG nella strategia aziendale.
- Il periodo successivo all’estate è quello migliore per avviare il percorso, perché coincidono con la pianificazione del budget.
- Ogni piano viene costruito sulle esigenze specifiche dell’impresa.
- Il risultato è una roadmap pluriennale con obiettivi, azioni e KPI.
- La sostenibilità diventa così parte delle decisioni strategiche e della crescita aziendale.